Un programma comportamentale, per essere efficace deve prevedere, oltre che l’insegnamento (acquisizione) di un comportamento, la generalizzazione dello stesso in situazioni diverse da quella di training, ed il suo mantenimento. Un bimbo che risponde soltanto all’istruzione del suo insegnante evidentemente ha qualche difficoltà nella generalizzazione del comportamento e ha necessità di imparare a rispondere in situazioni diverse. Il comportamento dovrà essere rinforzato in modo “naturale”, ovvero, dovrà essere portato sotto il controllo delle contingenze naturali di rinforzo, e si dovranno utilizzare schemi di rinforzo intermittente per mantenerlo nel tempo. In questo modo il comportamento acquisito entrerà a far parte del patrimonio comportamentale del bimbo.
ACQUISIZIONE
Come facciamo a stabilire che un’abilità che abbiamo insegnato e’stata acquisita?
Prima di insegnare un nuovo item e’necessario valutare l’acquisizione di quello precedente. Dopo l’acquisizione di diversi item e’possibile valutare l’abilità in generale. Ma come fare? Il parametro che andremo a registrare nella nostra valutazione e’la frequenza di una risposta, ovvero in numero di volte che si presenta una specifica risposta in una unità di tempo. Il criterio di acquisizione consiste nel fatto che almeno l’80% delle risposte del bimbo devono essere corrette ed emesse senza aiuto (prompt) da parte dell’adulto. Se per esempio stiamo insegnando al bimbo l’abilità generale dell’imitazione, possiamo cominciare insegnando al bimbo ad alzare le braccia dopo che lo abbiamo fatto noi. Una volta che la performance del bimbo soddisfa il criterio di acquisizione possiamo passare a fare imitare al bimbo un altro movimento, come il battere i piedi, e così via. Quando il bimbo ha imparato diversi item allora possiamo verificare l’acquisizione dell’abilita’ di imitazione in generale. Per esempio, una terza persona potrebbe far imitare al bimbo movimenti che non ha mai imitato prima, per esempio “grattarsi la testa con due mani”. Se il bimbo imita correttamente tre nuovi item su tre allora possiamo asserire che ha acquisito questa abilità che va generalizzata in diversi contesti, con persone diverse. E’molto più utile che il bambino possieda poche abilità ma che sia in grado di spenderle nel suo contesto di vita piuttosto che molte abilità che il bimbo però non riesce ad utilizzare “al di fuori del tavolino”. I bimbi con autismo, diversamente da quelli a sviluppo tipico, non sono capaci di utilizzare le nuove abilità acquisite in situazioni diverse da quelle in cui sono state apprese. Motivo per il quale ogni programma comportamentale deve prevedere un lavoro finalizzato alla promozione della generalizzazione degli apprendimenti.
GENERALIZZAZIONE
La generalizzazione e’quel processo che rende funzionale l’apprendimento di una nuova abilità grazie al quale il bimbo e’capace di utilizzare l’abilità acquisita in situazioni diverse da quella in cui gli e’stata insegnata. Tale processo permette di rispondere al bimbo a situazioni meno conosciute. Si verifica quindi quando un bimbo emette una risposta in seguito ad un antecedente (SD) diverso da quello presentato durante il training di insegnamento iniziale ma che comunque presenta alcune caratteristiche comuni rispetto allo stimolo originale (classe di stimoli). Più uno stimolo e’simile a quello originale e più e’probabile che il bimbo risponda.
Spesso la risposta di un bimbo all’istruzione del suo insegnante e’legata a specifici stimoli discriminativi senza i quali il bimbo non emette la risposta desiderata.
Per questo motivo e’necessario modificare alcuni aspetti della situazione in cui e’stata “costruita” la nuova abilità, come per esempio il luogo di insegnamento, le persone, le istruzioni (stimoli discriminativi verbali o non verbali SD) e il materiale di insegnamento. Possiamo farlo o durante la fase di insegnamento della nuova abilità oppure dopo che la stessa abilità sia stata acquisita dal bimbo. Nel primo caso, quello più efficace, esponiamo sin dalle fasi iniziali di insegnamento il bimbo a situazioni più simili a quelle naturali. Ma non sempre e’possibile come abbiamo sottolineato nelle precedenti lezioni: alcune abilità per essere insegnate necessitano, nelle fasi iniziali, di una forte strutturazione dell’ambiente.

IL MANTENIMENTO DI UN COMPORTAMENTO ACQUISITO
Un comportamento, a cui non segue più un rinforzo, va in estinzione. Pertanto dobbiamo assicurarci che nell’ambiente naturale si verifichi una sufficiente quantità di rinforzo per il mantenimento del comportamento bersaglio.
La procedura più efficace per promuovere questo processo e’ il rinforzo con uno schema intermittente che risulta essere il più resistente all’estinzione. Inoltre e’necessario che la motivazione del bimbo da estrinseca (ottenimento del rinforzatore) passi a quella intrinseca (ricavare il piacere dall’attività stessa che sta facendo). Pertanto bisogna abbinare ripetutamente un rinforzatore sociale (“bravo”) a un rinforzatore tangibile (che gradualmente elimineremo) per condizionare il primo.

Dott.ssa R. Belcastro Dott.ssa D. Fasciana
Istituto di Medicina Comportamentale (ISMEC) Palermo

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