Progetto sperimentale: ABA nelle scuole

Partirà dal prossimo settembre un progetto sperimentale nei Comuni della Società della Salute della Zona Pisana per i bambini e i ragazzi con disturbo dello spettro autistico, che consiste nel fornire un’assistente specializzato nel metodo ABA in classe.

Ovvero assistenti specialistici e specializzati in Applied Behavior Analysis (A.B.A.). Questo è quello che è stato previsto dal protocollo d’intesa siglato dalla Provincia di Pisa, dalla Società della Salute della Zona Pisana, dal CTS provinciale e dall’Associazione Autismo Pisa Onlus, dall’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, dall’Ufficio Scolastico Territoriale, dalla Conferenza dei Sindaci per l’educativo.

Il progetto partirà dal prossimo settembre e durerà per quattro anni, è rivolto a bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico e certificazione di grave disabilità e autorizzati dalla Asl al trattamento ABA che frequentano le scuole: d’infanzia, primarie, secondarie (sia di primo che di secondo grado). Vista la crescita del dato epidemiologico, vi è un aumento di alunni con disturbo dello spettro autistico che frequentano scuole di qualsiasi grado e ordine.

Presso l’Istituto comprensivo ‘Tongiorgi’ di Pisa nel 2015-2016 è stata fatta una piccola sperimentazione dalla Società della Salute della Zona Pisana. Degli assistenti specializzati in ABA hanno seguito sei bambini: i risultati sono stati positivi, difatti vi è stata una maggiore frequenza scolastica, una diminuzione dei comportamenti problematici e un aumento delle loro competenze relazionali e sociali.

L’assistente specialistico potrà essere richiesto dalle famiglie che sono residenti nella zona pisana in Comuni della Sds che sono già beneficiari del contributo previsto dalla Regione Toscana per la riabilitazione con il metodo ABA. Per ogni studente che sarà coinvolto nel progetto verrà individuata una figura di riferimento ovvero un’assistente che abbia una preparazione specifica e certificata in ABA.

Sandra Capuzzi presidente della Società della Salute, dice che “Il protocollo nasce grazie alla collaborazione e alla continua sollecitazione dell’Associazione Autismo Pisa Onlus e viene applicato per la prima volta in Toscana. La Regione Toscana si è impegnata a monitorare questa sperimentazione che noi valutiamo come un’opportunità innovativa. Aprire l’eccellenza della sanità toscana a nuovi metodi, peraltro già attivi in altre regioni, significa fare prevenzione e avere una gestione appropriata delle risorse”.

La presidente dell’Associazione Autismo Pisa Onlus, Susanna Pelagatti spiega che “E’ essenziale per i bambini che soffrono di disturbo dello spettro autistico, che gli interventi vengano coordinati e seguano la stessa strategia, molte famiglie, grazie al contributo della Regione, seguono la metodologia ABA in strutture private, ma per potenziare questo percorso è importante che anche la scuola, dove i bambini passano buona parte del loro tempo, segua la stessa programmazione: solo così si aumenta l’efficacia del trattamento. A scuola i bambini e i ragazzi potranno ricevere, senza aggravio di costi per il pubblico, un’assistenza specialistica e specializzata in luogo di quella generica”.

Il sistema di inclusione italiano è all’avanguardia anche rispetto ai paesi del Nord Europa in particolare, quello pisano è sempre stato innovativo, grazie alla piena condivisione da parte delle istituzioni delle istanze delle associazioni, a partire dagli aspetti culturali dell’inclusione che rappresentano i pilastri di questo settore. Anche questo nuovo progetto è un esempio di innovazione, che auspichiamo possa diventare una prassi stabile per l’inclusione di altre diverse disabilità” ecco cosa afferma la presidente della conferenza dei sindaci per l’educativo della zona pisana, Marilù Chiofalo.

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Giorgia Bissoli

Laureata in Psicologia, Neuroscienze, presso l' Università degli Studi di Trento. Iscritta all’ Albo degli Psicologi del Veneto. Attualmente sta seguendo la Scuola di Perfezionamento in Tecnologie Educative presso il dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione dell’Università di Trento. Negli ultimi anni ha lavorato come educatrice scolastica con bambini che rientrano nel disturbo dello spettro autistico ed ora si sta formando come tecnico del comportamento registrato (RBT). Ha svolto attività di ricerca con pazienti in stato vegetativo e di minima coscienza presso il CiMeC (Centro interdipartimentale Mente/Cervello) e il CeRiN (Centro di Riabilitazione Neurocognitiva) di Rovereto.