Il gioco in 3D che fa bene ai bimbi autistici

Da WIRED

Una galleria virtuale stimola all’interazione chi è colpito da autismo, soprattutto i più piccoli

Un tunnel virtuale, creato grazie alla tecnologia 3D, ha dimostrato di favorire lo sviluppo di capacità interattive nei bambini colpiti da autismo, così come in alcuni affetti dalla Sindrome di Down. Si tratta di un videogioco, creato ad hoc per stimolare concentrazione, immaginazione e interesse verso una realtà avvolgente e dinamica, e che li aiuta a superare lo scoglio che spesso rende inefficaci le terapie convenzionali: la noia.

Lo stanno sperimentando alla Poland’s Silesian University Of Technology, con la speranza che presto, grazie a set individuali, queste attività possano essere praticate dai piccoli pazienti comodamente da casa. “Interagire con questi bambini può essere difficile”, spiega il professor Marek Gzik, a capo del progetto, “ma grazie a questa tecnologia riescono ad aprirsi e possiamo studiare il loro disturbo in modo più approfondito, oggettivo, misurando per esempio la mobilità delle loro articolazioni, e capire quali metodi riabilitativi sono più efficaci”. Ecco nel video come funziona.

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Raffaele Ettrapini

Laureato in Psicologia, Neuroscienze, all’ Università degli Studi di TRENTO. Iscritto all’Albo degli Psicologi di Trento. Specializzando presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Verona. Iscritto a ISAAC ITALY. Si è specializzato nell’ ambito dei disturbi dello Spettro autistico attraverso la partecipazione a Master, Corsi di formazione e di perfezionamento. Ha svolto attività di ricerca e collabora con il Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione, Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione (ODFLab), dell’Università degli Studi di Trento.