Le associazioni che si occupano dell’autismo sostengono che l’Italia conti almeno 500mila casi. Sarebbero 5 milioni in Europa (nel 2012 il primo ministro francese, per esempio, aveva dichiarato il problema «grande cause nationale») e l’un per cento della popolazione mondiale ne sarebbe affetto. Il 5 agosto scorso la commissione Igiene e Sanità del Senato ha approvato in sede legislativa il Ddl sull’autismo, prima legge nazionale in materia. E il 28 agosto la «Gazzetta Ufficiale» ne ha pubblicato il testo, promulgato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale, alcuni mesi prima, al Quirinale, nel celebrare la giornata mondiale su questo tema, aveva detto che «la mancanza di consapevolezza, l’ignoranza, il pregiudizio, il rifiuto di riconoscere un altro, di confrontarsi con le diversità, di accettarle, di farle proprie provoca discriminazioni». Precisando che la consapevolezza del fenomeno dell’autismo «è uno dei banchi di prova su cui si commisura la civiltà del nostro Paese».
La legge entrerà in vigore il 12 settembre. Non ha budget la nuova legge (e su questo le critiche non sono affatto mancate) ma, in ogni caso, i passi avanti sono evidenti, alla luce di quanto evidenziato proprio da Mattarella nei termini della consapevolezza del fenomeno e dell’esigenza di azioni specifiche: «La presente legge – recita l’articolo 1 – prevede interventi finalizzati a garantire la tutela della salute, il miglioramento delle condizioni di vita e l’inserimento nella vita sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico». Con questa premessa, la legge, all’articolo 3, stabilisce l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza con l’inserimento di questa problematica nelle politiche regionali e con l’individuazione di «centri di riferimento con compiti di coordinamento dei servizi» e di «percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali per la presa in carico di minori, adolescenti e adulti con disturbi dello spettro autistico, verificandone l’evoluzione». Tra gli obiettivi di queste iniziative, la definizione di equipe territoriali dedicate, progetti di sostegno alle famiglie, strutture residenziali e semiresidenziali accreditate oltre a progetti finalizzati all’inserimento lavorativo degli adulti con disturbi autistici.

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di Adriano Moraglio

 

Il Sole 24 Ore del 30-08-2015

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