L’idea è tanto semplice quanto ambiziosa: creare un marchio di qualità per tutte quelle strutture turistiche italiane che si impegnano a mettere in pratica quei piccoli gesti di accoglienza che servono a facilitare le vacanze di un ragazzo autistico e della sua famiglia. Non occorre molto. Basta un questionario inviato in anticipo dall’albergo per conoscere i bisogni specifici (come per esempio un menù personalizzato o musica a basso volume), una foto della camera che si intende assegnare, informazioni utili sul territorio e i contatti di operatori formati sull’autismo per un eventuale affiancamento durante la vacanza. Inoltre bisogna evitare le attese al momento del check-in e del check-out, motivo di disagio per le persone con autismo, riservare un tavolo in una zona tranquilla della sala pranzo e vicino a una via di uscita, fare in modo che laporta della camera da letto non si apra facilmente dall’interno. Immagine
Ideatrici del progetto “Autism friendly in Italy-Wisteria blue” sono due vicentine, Elisabetta Tonini e Chiara Bortolaso, amiche da un decennio, che hanno preso spunto da un’iniziativa analoga avviata a Rimini lo scorso anno: una cinquantina di realtà, tra alberghi e strutture balneari della Riviera romagnola, impegnate nell’accogliere le famiglie con persone autistiche. Quell’esperienza ha coinvolto circa 400 nuclei familiari e si allargherà anche a Riccione e Misano Adriatico. «Tutto nasce da un’esigenza concreta – spiega Elisabetta, madre di Luca, 13 anni, autistico e “non verbale” –. Quando finisce la scuola, le famiglie sono abbandonate a se stesse: non c’è quasi nulla per il tempo libero di questi ragazzi. Così, paradossalmente, le vacanze finiscono per diventare il momento più difficile, perché si è soli nel gestire i propri figli, e spesso capita che i genitori dei ragazzi con questo disturbo smettano non solo di viaggiare ma anche di uscire, di andare al ristorante, in gita, al museo». Lei e Chiara, la cui figlia è compagna di classe di Luca, sono partite dai bisogni di un singolo per arrivare a definire quelli delle famiglie che si trovano ad avere a che fare con l’autismo. Accanto a loro e al loro blog (Wisteriablue.it) – che raccoglie consigli, percorsi e la mappa dei luoghi “autism friendly” segnalati dalle famiglie con cui sono in contatto, realmente o “virtualmente”, e che sono la loro fonte e risorsa – Autismo Triveneto onlus, Angsa Veneto e la cooperativa sociale Primavera 85 di Sovizzo (Vicenza). «Proprio con questa cooperativa stiamo studiando la realizzazione di una piattaforma giuridica e multimediale che permetta di mettere in pratica la parte tecnica del nostro progetto – riferisce Elisabetta –: formazione gratuita sull’autismo per chi si occupa di turismo (in sede o in streaming in tutta Italia oppure on demand), convenzioni con hotel, ristoratori e agenzie di viaggi e la creazione di itinerari appositamente realizzati pensando alle esigenze delle famiglie di persone con autismo. Fino ad arrivare a una vera e propria certificazione “Autism friendly in Italy” rilasciata da esperti del settore. Partiremo da Vicenza e dal Veneto per poi allargarci a tutta Italia. Intanto l’Associazione nazionale alberghi diffusi promuoverà questa idea nelle sue strutture». Wisteria, in inglese, significa glicine ed è il simbolo dell’amicizia e dei legami. Blu, invece, è il colore dell’autismo.
Di Michela Trigari da SuperAbile INAIL

Last Updated on

Raffaele Ettrapini

Laureato in Psicologia, Neuroscienze, all’ Università degli Studi di TRENTO. Iscritto all’Albo degli Psicologi di Trento. Specializzando presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Verona. Iscritto a ISAAC ITALY. Si è specializzato nell’ ambito dei disturbi dello Spettro autistico attraverso la partecipazione a Master, Corsi di formazione e di perfezionamento. Ha svolto attività di ricerca e collabora con il Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione, Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione (ODFLab), dell’Università degli Studi di Trento.