Questa è la storia di una radio magica, con i superpoteri dei supereroi, come gli spinaci per Braccio di Ferro. Una radio che si guarda, emittente per l’autismo e le altre disabilità. E’ capace di far sognare tutti i bimbi che l’ascoltano, anche quelli che non possono sentire. Trasmette storie, canzoni e mille avventure sonore e anche in Lis, il linguaggio visivo dei segni per i sordi.
Radio Magica
Sta sul web. Si connette all’indirizzo www.radiomagica.org e ha un palinsesto ogni giorno differente dalle 7 alle 19. E’ il frutto della caparbietà coraggiosa di una mamma-imprenditrice, che da quando è nato Enrico, il primogenito affetto da una malattia genetica rarissima, ha messo sottosopra la sua vita. Si è votata a lui, ha sfruttato le sue capacità di studiosa di Marketing Internazionale, Innovazione e Reti d’Impresa e ha trasformato una disabilità grave in un’opportunità: un progetto di ricerca che abbatte le barriere dell’incomunicabilità (tra gli «speaker» dell’emittente ci saranno presto, se si trovano le risorse, anche ragazzi autistici).

«L’idea di una radio per tutti i bambini con disabilità e non mi è venuta mentre ero in vacanza, immersa nello splendido mare di Macari, in Sicilia, guardando mio figlio Enrico che all’epoca aveva 7 anni (oggi 11, ndr), con le cuffiette dell’iPod nelle orecchie. Rideva sotto l’ombrellone, ascoltando l’audiolibro de “La Fabbrica di Cioccolato”», spiega Elena Rocco, ricercatrice presso il Dipartimento di Management all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Prima di diventare mamma era lanciata, come dice lei, «ai mille all’ora nello scintillante mondo dell’accademia, dopo un post dottorato in America in Economia». Insomma la ricerca era il suo pane e la sua ragione di vita. 

Ma il destino non sai mai cosa ti riserva. Lancia treni a tutta velocità che intercettano la tua rotta, a volte ti travolgono. E allora è lì che bisogna rialzarsi, farsi forza più che si può e accettare la nuova sfida. Per quanto in salita. Per la professoressa Rocco l’anno zero è stata la nascita di Enrico. Per uno scherzo della genetica (un ritardo dello sviluppo che non ha neanche un nome, sconosciute le cure per guarirlo) il piccolo non cresceva come tutti gli altri bambini. «Un amico scrittore lo ha definito “disabile intellettuale” – continua la mamma -. Gli piacciono i libri, ma non riesce a leggerli».

Eppure, il contatto con la disabilità ha fatto crescere, giorno dopo giorno, uno splendido giardino fiorito di idee e progetti. Ha bonificato il dolore, la fatica, e ha fatto aguzzare l’ingegno alla mamma: «Enrico a 7 anni avrebbe iniziato la prima elementare. Continuavo a pensare a lui con l’Ipod, a quanto diventava normale, troppo normale, quando ascoltava racconti». Tutto stava nel trovare soluzioni durature per sostituire il testo stampato. L’ispirazione venne dagli audiolibri: «Ho provato a considerare mio figlio come un esperimento, una delle mie ricerche sulle strategie d’innovazione – dice -. Con un team di persone, mi sono messa ad analizzare 250 web radio nel mondo, soprattutto quelle utilizzate nelle scuole straniere, per attività educative».

Ne è nato uno spin off universitario, che il 10 dicembre 2012 avrebbe permesso di inaugurare www.radiomagica.org, il primo portale italiano con web radio e biblioteca online, accessibile a tutti, non solo ai bambini in difficoltà. Un patrimonio gratuito, a disposizione delle famiglie con figli normali o affetti da disabilità, che oggi impegna 8 ricercatori, pediatri e speaker. Ha un vero e proprio studio radiofonico, a Trieste, dentro un’Azienda Sanitaria. «Nel 2012 Radio Magica è diventata una fondazione onlus. Abbiamo avuto un importante aiuto dalla Fondazione Vodafone Italia. La nostra forza -spiega – è di aver messo in piedi un modello di business sociale davvero democratico». Per Radio Magica, la professoressa Elena Rocco ha vinto, lo scorso novembre in Campidoglio, il premio Minerva, per l’imprenditoria sociale d’Italia.

Già 20 case editrici hanno deciso di partecipare alla creazione della magia radiofonica per tutti. Il progetto è seguito da Nati per Leggere, Nati per la Musica, dalle associazioni nazionali di Pediatria. I soci fondatori sono la Fondazione Paideia Onlus di Torino e l’Università Ca’ Foscari. Acqua, terra, aria e fuoco, insieme ai loro animali, sono i cantori delle storie, della musica, dei programmi di intrattenimento dedicati all’arte, alle lingue, alla cucina, alla vita all’aria aperta. Perfino cinque musei, tra cui la collezione Guggenheim e i Musei Civici di Venezia hanno permesso di realizzare 16 racconti. Il sogno nel cassetto è «un presidio in ogni città della Radio Magica, per un ascolto di qualità e per raccontare le bellezze dei territori ai nostri bambini. Mi auguro che il ministro giusto accolga questo progetto importante per la scuola italiana, che usa bene internet con intelligenza pedagogica ed economica».

Da La Stampa del 11-02-2014

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