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La diagnosi precoce dell’autismo potrebbe essere più vicina. Questo grazie ad uno studio realizzato da un team multidisciplinare dell’Azienda ospedaliera universitaria senese e dell’Università appena pubblicato dalla rivista Mediators of Inflammation.

Gli studiosi hanno 15 bambini autistici, 15 bambini sani come gruppo di controllo e 15 bambini con differenti malattie neuropsichiatriche non autistiche da cui sono emerse indicazioni ritenute interessanti.

«Utilizzando un microscopio elettronico a scansione – spiega il dottor Joussef Hayek, direttore di neuropsichiatria infantile – abbiamo scoperto che i globuli rossi dei bambini autistici hanno una forma ellissocita, somigliante cioè a una foglia di olivo invece dell’aspetto normale di disco biconcavo. Inoltre una proteina estremamente importante per la forma di tutte le cellule, la beta-actina, risulta carente o quasi assente nelle membrane dei globuli rossi dei pazienti autistici, in parte in conseguenza a stress ossidativo».

Risultati che secondo Hayek «aprono nuovi orizzonti di speranza nella diagnosi precoce dell’autismo e nella comprensione dei meccanismi della malattia, dato che, fino a oggi, la diagnosi di autismo è stata basata solo sull’osservazione clinica, ossia sul disturbo della comunicazione verbale e non verbale, difetto di relazione e difetto d’immaginazione e imitazione».

da La Stampa del 14-02-2014

Maggiori informazioni su http://www.ao-siena.toscana.it/Dip_salute_mentale/neuropsi_infantile.htm

Articolo presso                http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3880759/

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