L’inclusione e l’integrazione degli studenti che utilizzano la CAA come strumento di comunicazione è fondamentale per favorire l’appartenenza e le relazioni sociali all’interno del contesto scolastico. Tuttavia favorire la socializzazione all’interno della scuola non è l’unico obiettivo da porsi. Anche la didattica svolge un ruolo fondamentale, ruolo che con i ragazzi con DSA risulta molto complicato da svolgere poiché richiede la collaborazione in sinergia di tutte le figure presenti nella scuola. Bisogna porre molta attenzione al fatto che la possibilità data dalle normative vigenti riguardo all’inclusione scolastica, non venga concepita come un dovere a sviluppare un’inclusione forzata. La misura della qualità del lavoro svolto all’interno della scuola con il ragazzo con DSA non può essere unicamente il tempo trascorso in classe, dal ragazzo che utilizza CAA,  poiché individuando questo come indice di efficacia del programma si rischia di trascurare il benessere del ragazzo. Il tempo trascorso in classe con i compagni deve essere vissuto con una partecipazione il più possibile attiva e condivisa da parte dello studente che utilizza la CAA. Per tale motivo bisogna fornire un supporto per lo sviluppo di competenze operazionali, linguistiche, sociali e strategiche relative all’uso della CAA (Light, Beukelman & Reichle, 2003). Risulta quindi importante dare a tutti gli studenti  accesso al programma curriculare poiché, gli studenti che usano la CAA se non partecipano attivamente alle stesse attività dei loro compagni non si possono considerarli veramente inclusi.

Per tal motivo ComuniCAAre vuole andare in aiuto ai maestri e ai professori sia di classe che di sostegno che vogliono rendere la partecipazione dello studente che utilizza la CAA una partecipazione attiva. Per rendere possibile ciò però l’insegnante deve produrre del materiale personalizzato per lo studente, materiale che deve seguire il programma curricolare in base alle esigenze e al livello cognitivo dello studente con bisogni educativi speciali. Produrre tale materiale richiede però principalmente due fattori: il primo è la capacità di produrlo, la seconda è il tempo che bisogna impiegare per elaborarlo. Se per il primo fattore vi possono essere dei corsi di formazione utili a superare tale scoglio, per quel che concerne il tempo non si trovano facilmente degli aiuti disponibili.

ComuniCAAre mira ad essere un supporto per gli insegnanti che, seppur con le capacità necessarie, non riescono a sviluppare il materiale per rendere la lezione curricolare partecipata dal ragazzo che usa la CAA  nel modo più simile possibile ai suoi compagni. Per attuare questo aiuto lo strumento che verrà utilizzato è la lavagna interattiva multimediale , più conosciuta come LIM.

In Italia, l’introduzione delle LIM è relativamente recente e in fase di rapido sviluppo. La Lavagna Interattiva Multimediale è una superficie di grandi dimensioni, in tutto simile alla lavagna classica, che consente di visualizzare contenuti e applicazioni (testi, immagini, animazioni, video, software) in formato digitale e in modo interattivo. La LIM può semplicemente essere definita una periferica del computer: una superficie che, grazie a un proiettore, riesce a visualizzare i contenuti presenti sul desktop e attraverso la tecnologia interattiva riesce a trasferire sul computer le operazioni svolte sulla lavagna. Ma è anche molto più di questo: tutto ciò che viene visualizzato sulla lavagna digitale “funziona” esattamente come sullo schermo di un computer ad essa collegato, dato che si possono aprire programmi differenti, selezionare, aprire e trascinare file, salvare, cancellare e modificare documenti, anche in modalità “touch-screen”. Ciò può avvenire sia nel caso in cui gli studenti siano collegati ad Internet oppure no. In ogni caso, la LIM trasforma un computer, in un “computer della classe” su cui molti soggetti possono operare contemporaneamente e condividere contenuti e operazioni in un processo di costruzione delle conoscenze.

Attraverso tale strumento, sfruttando soprattutto il touch screen, comuniCAAre vuole fornire del materiale personalizzato per ogni ragazzo che usa CAA in determinate materie come storia, geografia, scienze e italiano in base alle sue capacità e alle esigenze del gruppo classe. Fornire tale aiuto non significa, però, che l’insegnante delega l’integrazione e l’apprendimento al materiale ricevuto poiché dev’essere l’insegnante stesso a saperlo utilizzare in modo proficuo. L’ l’adesione da parte dell’istituzione scolastica al servizio che comuniCAAre offre,oltre ad essere un sostegno alla didattica, è infatti anche una responsabilità poiché l’insegnante si assume l’incarico di fornire in tempo debito il programma che vuole svolgere con la classe e i concetti chiave che desidera che tutti i suoi studenti, ragazzi che utilizzano la CAA compresi, apprendano dalla lezione. Tale azione va ad inserirsi in quella che viene definita UDL (Universal Design for Learning) che considera il materiale didattico come un elemento fondamentale dell’organizzazione scolastica.

Raffaele Ettrapini

Laureato in Psicologia, Neuroscienze, all’ Università degli Studi di TRENTO. Iscritto all’Albo degli Psicologi di Trento. Specializzando presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Verona. Iscritto a ISAAC ITALY. Si è specializzato nell’ ambito dei disturbi dello Spettro autistico attraverso la partecipazione a Master, Corsi di formazione e di perfezionamento. Ha svolto attività di ricerca e collabora con il Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione, Laboratorio di Osservazione Diagnosi e Formazione (ODFLab), dell’Università degli Studi di Trento.