Sul sito www.autismspeaks.org appare una breve digressione sulla rete di sostegno che è stata estesa col tempo tra istituti di ricerca, scuole e famiglie in tutto il mondo.
Inizialmente compare una mappa dove sono appuntate le iniziative globali a favore delle famiglie con al loro interno un bambino un ragazzo o adulto con autismo.
Ciò che mi ha catturato l’attenzione durante la lettura è proprio l’esteso interesse verso questa patologia, ma non solamente in termini di quantità, cioè quante iniziative hanno preso forma col tempo, ma altresì la qualità delle stesse.
Un approccio specialistico viene chiesto e fornito alle scuole e alle famiglie, dunque la formazione di seri e preparati professionisti riveste un ruolo di primaria importanza nel gestire problematiche importanti.
La rete di ricerca supporto e aiuto fornisce alle famiglie e alle scuole un aiuto in termini di modalità di lavoro e di strumenti necessari e coadiuvanti per la crescita il più possibile serena di bambini con disturbo dello spettro autistico.
Le ricerche scientifiche concordano con l’affermare che una diagnosi precoce sia alla base di una buona riuscita del trattamento lungo i primi anni di vita del bambino.
In seguito a ciò bisogna sempre di più pensare di creare e distribuire conoscenza specialistica durante la vita scolastica degli individui.
Questo significa formare educatori e psicologi tramite studi di alto livello e di fornire la tecnologia che si adatta al livello del bambino al fine di ottimizzare gli sforzi compiuti.
Recentemente ad esempio in Trentino Alto Adige si sta diffondendo una tecnologia innovativa che aiuta i soggetti con disturbo dello spettro autismo a comunicare con singole parole o costruendo frasi con l’aiuto di un tablet definito Blu(e).
Uno dei maggiori problemi che una figura professionale deve affrontare e cercare di risolvere con un bambino autistico è certamente lo sviluppo dell’area linguistica.
Il Blu(e) è un tablet dedicato che permette al bambino di sviluppare l’intenzionalità comunicativa verso l’altro, in quanto ogni gesto del bambino sul tablet viene registrato e una voce registrata descrive ciò che il bambino vuole dire e, così facendo, si supera uno dei problemi del libretto cartaceo, ossia che non ogni gesto del bambino può essere subito compreso dall’educatore, andando così a frustrare e sfibrare le intenzioni comunicative del bambino.
Il Blu(e) permette anche di comunicare tramite immagini passpartout o di creare frasi di complessità variabile.
Monitorare e modificare l’intervento (a scuola come in famiglia) è fondamentale per un’ottimale sviluppo della capacità linguistica di un bambino autistico e nuove tecnologie come questa che ho appena descritto permettono di compiere un lavoro preciso, minuzioso e anche divertente sia per i bambini autistici e i loro compagni, sia per gli educatori e le famiglie dei bambini stessi.

Di Mauro Brembilla

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