Questa scoperta fa riferimento, in particolare, a due delle caratteristiche principali dell’autismo che sono: la compromissione qualitativa dell’interazione sociale e della comunicazione.

 

La ricerca

La ricerca di Tsunemi K. et al. (2013) mette in evidenza la possibilità di migliorare la capacità di comprendere gli stati emotivi altrui in bambini di età scolare, con diagnosi di autismo, che hanno avuto esperienza intensa di lettura di testi narrativi, e sono stati esposti alla lettura di libri di storie da parte dei lori genitori per un periodo consecutivo dai 5 ai 6 giorni.

Lo sviluppo della Teoria della Mente è legato a due diverse capacità: il role-taking che può essere tradotto come “mettersi nei panni degli altri” ovvero l’abilità cognitiva di decentrarsi dalla propria posizione per assumere quella dell’altro e la perspective-taking ossia l’abilità di adottare la prospettiva altrui in tre dimensioni:

  • Percettiva (capacità di comprendere come gli altri possano percepire un oggetto occupando una dimensione spaziale diversa dalla propria);
  • Cognitiva (capacità di inferire le conoscenze, credenze, pensieri, motivazioni altrui) spesso sovrapposto alla capacità di role-taking;
  • Emotiva (capacità di comprendere gli stati emotivi altrui).

La compromissione della perspective-taking nei bambini con autismo coinvolge ciascuna di queste tre dimensioni.

 

Struttura e risultati della ricerca

I bambini, sia del gruppo sperimentale (con diagnosi di autismo) che quello di controllo (con sviluppo tipico), sono stati valutati sulla loro capacità di perspective-taking (dimensione percettiva, cognitiva ed emotiva) all’inizio dell’esperimento e dopo, nell’ultimo giorno, alla fine dell’esperimento. Questo per vedere eventuali miglioramenti della performance nei due momenti di norma denominati come T0 e T1 (rispettivamente il momento iniziale e quello dopo il “training”)

I risultati sembrano mostrare un miglioramento della dimensione emotiva della perspective-taking quindi, qualora i bambini con autismo facessero un’esperienza intensa di comprensione e condivisione di storie raccontate dal proprio caregiver, potrebbe accrescere e migliorare la capacità di comprendere gli stati emotivi altrui.

Da questa ricerca emerge che il ruolo del caregiver o del genitore nello sviluppo delle capacità e abilità dei bambini con autismo sono fondamentali.

Quindi trovare il tempo per leggere una storia o meglio piccoli episodi, raccontandoli ponendo attenzione ad enfatizzare l’espressione dell’emozione e proponendo al bambino quesiti (atti a stimolare la riflessione sugli stati mentali e la comprensione della motivazione dei personaggi) potrebbe diventare un notevole valore aggiunto al trattamento.



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