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  • Post published:16 Luglio 2012
  • Post Category:Notizie

William Martin Lafever, 28enne americano, è stato ritrovato quasi allo stremo con 20 chili in meno, stanco, disorientato, pelle e ossa, incapace di sollevare le braccia, ma vivo. E’ sopravvissuto tre settimane in uno dei deserti più inospitali del pianeta, quello dello Utah, sopportando temperature torride, fino ai 40 gradi, e cibandosi di sole rane e radici.

 

È uscito vivo dopo aver trascorso tre settimane in uno dei deserti più inospitali del pianeta, l’Escalante, nel sud delloUtah, con temperature che superano i 40 gradi.Protagonista dell’incredibile vicenda William Martin Lafever, 28 anni, affetto da autismo, del quale si erano perse le tracce dall’inizio di giugno.Il ragazzo è stato ritrovato dai soccorritori ad oltre 60 km da Boulder, la cittadina del Colorado da cui era partito per fare un’escursione.Era disorientato, ridotto a pelle e ossa e riusciva a stento a stare in piedi.È riuscito a sopravvivere alle alte temperature, nutrendosi esclusivamente di rane, radici e bevendo l’acqua di un fiume.È stata proprio la pista dell’acqua a portare i soccorritori sulle tracce del giovane. Secondo quanto riportato da fonti stampa, ad alcuni di essi, appositamente addestrati per la ricerca di persone autistiche, è stato insegnato che queste persone sono naturalmente attratte verso l’acqua.L’elicottero ha cosi concentrato le ricerche sul fiume Escalante ed è li che ha avvistato William, fermatosi in quella zona proprio per dissetarsi.Gli stessi soccorritori sono rimasti sbalorditi di fronte al ritrovamento perchè è quasi impossibile che qualcuno possa sopravvivere in quelle condizioni in una zona tanto impervia.«È uno dei terreni più accidentati e inclementi che si possano trovare sulla faccia della terra – spiega il portavoce dello sceriffo della contea di Garfield, in Colorado. Non c’è traccia di anima viva dove William aveva deciso di avventurarsi».«Nella mia carriera – aggiunge Ray Gardner, uno dei soccorritori – non ho mai visto nessuno così magro. Non riuscivo a credere che fosse vivo e sono sicuro che non sarebbe sopravvissuto altre 24 ore».Quando ha visto i soccorsi, William aveva un tale bisogno di contatto umano che all’inizio non è riuscito a mangiare o bere niente, voleva solo parlare.Solo dopo qualche tempo ha bevuto dell’acqua e mangiato una barretta energetica.Il ragazzo è ora ricoverato in condizioni stabili in un ospedale dello Utah.La sua odissea è iniziata il 6 giugno quando all’insaputa del padre ha deciso di fare un’escursione con il suo cane.L’ultimo contatto con la famiglia è stato una telefonata in cui William annunciava al padre che qualcuno lo aveva derubato dei soldi e dell’attrezzatura da escursione.A quel punto l’uomo gli aveva detto di recarsi a Page, in Arizona, dove gli avrebbe mandato dei soldi.Ignorando il suggerimento del genitore, il ragazzo ha deciso invece di avventurarsi lungo il fiume Escalante e da lì prendere una barca verso Page. I piani tuttavia non sono andati come previsto perchè William è rimasto subito senza cibo e da solo perchè il cane lo ha improvvisamente abbandonato. Non perdendosi d’animo si è tolto di dosso il resto dell’attrezzatura ed ha iniziato a camminare nel tentativo di raggiungere la città del’Arizona, a 145 chilometri. Le ore sono diventate giorni, i giorni settimane, fino a quando è stato ritrovato, miracolosamente, dai soccorritori.

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