Arriva dalla Svezia la nuova ricerca che sembra provare che le cause dell’autismo sono per metà ambientali e per metà genetiche.

Il mistero che riguarda le vere cause dell’autismo è tra gli elementi che più di tutti risulta essere un ostacolo alla comprensione, non solo della sua origine, ma anche della sua terapia.

L’autismo è classificato come un disturbo pervasivo dello sviluppo, che viene diagnosticato in base ad anomalie manifestate dall’individuo in diversi ambiti: interazione sociale, comunicazione e specifici schemi comportamentali.

La diagnosi di ‘autismo avviene solitamente non prima dei quattro anni di età, i primi segni si manifestano già durante i primi due anni.

Uno degli indicatori precoci che si stanno studiando negli ultimi anni è il pianto (Esposito et al, 2008; Venuti et al 2007), questo studio sembra evidenziare che vi sono delle differenze percettibili a livello sonoro tra il pianto di bambini con sviluppo tipico e bambini che con molte probabilità riceveranno una diagnosi di Disturbo dello Spettro Autistico

 

Cause ambientali o ereditarie?

Sull’origine dell’autismo le teorie e le ipotesi sono molteplici, ma nessuna sembra essere quella definitiva. La natura del disturbo è da andare a ricercare di sicuro sul fronte neurobiologico infatti sotto questo aspetto troviamo i risultati, diffusi in questi giorni di uno studio condotto in Svezia, che attesterebbe come a provocare l’autismo le cause sarebbero per metà genetiche e per metà ambientali.

I soggetti presi in esame sono due milioni di persone in Svezia, in un periodo di tempo che va dal 1982 al 2006.
Dallo studio, pubblicato anche dal The Journal of the American Association, è emerso che i bimbi con un fratello o una sorella affetti da autismo rischierebbero 10 volte di più di essere colpiti dalla patologia, e avrebbero il 50% delle probabilità se hanno un cugino che soffre di autismo. C’è dunque un nesso tra autismo e fattori ambientali esterni. Qui entra in gioco l’epigenetica: si riferisce ai cambiamenti che influenzano il fenotipo (ovvero la manifestazione) senza andare ad alterare il genotipo (ovvero il corredo genetico)

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Segnali di autismo in gravidanza?

Abbiamo anticipato prima che la diagnosi di autismo arriva intorno ai quattro anni di vita, ma se fossero già presenti segnali di autismo da molto molto prima?

Uno studio inglese promosso dal King’s College, dall’Imperial College e dalla Oxford University ipotizza che possano esserci primi segni di autismo fin dalla nascita, addirittura durante la gravidanza.

Per indagare su questa ipotesi è stato approntato un progetto, di cui parla la rivista Mit Technology Review, che avrà un raggio di azione di sei anni e per il quale si stanno raccogliendo volontari. In questo arco temporale saranno effettuate misurazioni con una serie di risonanze magnetiche su 500 feti a partire dal terzo trimestre di gravidanza e su mille bambini appena nati. Il campione sarà composto da figli di persone con parenti prossimi affetti da autismo, le risonanze saranno poi comparate con quelle di bambini autistici per valutarne differenze o congruità.

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