imageArriva da oltreoceano la notizia del giorno: Google punta alla ricerca sull’autismo.

L’azienda di Larry Page e Sergej Brin (in foto) si unisce ad Autism Speaks, ovvero la più grande organizzazione per la ricerca sulla malattia che svolge periodicamente attività di sensibilizzazione rivolte alle famiglie, ai governi e all’opinione pubblica.
Il colosso di Mountain View e Autism Speaks daranno vita a una partnership per un progetto finalizzato ad ospitare il sequenziamento di 10.000 genomi e altri dati clinici di bambini affetti da autismo, dei loro fratelli e dei loro genitori.

 

Qualche informazione

Il sequenziamento, per chi non sapesse, è il processo per la determinazione dell’ordine dei diversi nucleotidi (ovvero monomeri costituiti da tre sostanze: una base azotata, uno zucchero, un gruppo fosfato) questi presentano strutture simili in situazioni di normalità, mentre se presentano alterazioni queste possono manifestarsi sotto forma di un disturbo, come nel caso della Sindrome di Down detta anche trisomia 21, infatti presenta una terza copia appunto del trisoma 21.

Grazie a questa collaborazione verrà creata la banca dati più grande del suo genere, completamente aperta a chiunque decidesse di accedervi. Una volta ultimato il progetto persino i ricercatori di altri istituti che non dispongono di sistemi informatici necessari per poter condurre studi di genomica per conto proprio potranno accedere a
questo database.

 

Storia

Un progetto perfettamente in linea con la “mission” dell’organizzazione fondata nel 2005 dal vicepresidente della General Electric, Bob Wright, dopo che al proprio primogenito era stato diagnosticato l’autismo.
Autism Speaks spera attraverso questa collaborazione di sfruttare la visibilità del colosso delle ricerche online per sensibilizzare sempre più persone sull’importanza della ricerca sul campo per l’autismo.

 

Una notizia sorprendente

Da un punto di vista tecnico-scientifico, il fatto di inserire le informazioni e gli strumenti di analisi sui server, forniti da Google appunto e rendere questi accessibili in remoto (elaborazione cloud), permetterebbe una maggiore nonché migliore collaborazione e cooperazione tra i ricercatori.
Questa è da definirsi come un’assoluta innovazione nel mondo della ricerca non solo sull’autismo. Si tratta, infatti, di un progetto che aspira ad accelerare anche lo studio sugli altri disordini dello sviluppo attraverso la genetica, indicata come la chiave di volta per comprendere il morbo d’Alzheimer, il cancro e, appunto, l’autismo.

 



Fonte

 

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