Una diagnosi precoce può portare ad incrementare l’autosufficienza del bambino e la gestione dell’ansia, attualmente secondo i criteri del DSM-IV TR e dell’ICD-10 non è possibile diagnosticare l’autismo prima dei due anni di età. Con l’Early Start sembra possibile”curare ” l’autismo, ad appena sei mesi di età, in 12 mosse di un’ora l’una.

L’Early start Denver Model

L’Early start Denver Model è un modello di presa in carico per bambini con disturbi dello spettro autistico in età prescolare, promosso da Sally Rogers e coll. all’interno dei programmi per le Disabilità dello sviluppo dell’Università del Colorado Health Sciences Center (UCHSC). 

SallyRogers_hi-resSally J. Rogers, insegna psichiatria e scienze comportamentali. Da anni si adopera per cercare di sviluppare strumenti per genitori e professionisti in modo da aiutarli a individuare i primi sintomi del disturbo in bambini con meno di 12 mesi. La sua convinzione è che l’autismo si batte sul nascere.

La sinergia con i genitori (o la persona più emotivamente coinvolgente per il malato) è invece l’attuale filone della scuola israeliana.

Secondo la Dott.ssa Rogers e coll. esistono una serie di “trucchi” che possono portare ad un miglioramento terapeutico notevolmente visibile. Per esempio se ci si trova nella situazione in cui il figlio con autismo è attirato da un giocattolo (per esempio un pupazzo di pezza) il genitore deve interporsi tra il figlio e l’oggetto di desiderio per poi iniziare a giocare con esso, successivamente – consiglia la Dott.ssa –  di nasconderlo sotto la maglia in modo che l’attenzione del bambino sia veicolata verso la persona.

Il parere della Dott.ssa Rogers

Dato lo scarso numero di soggetti – dello studio sperimentale in questione – è presto per sapere se la terapia può funzionare  a lungo termine. L’intervento precoce è cruciale, ma nella gran parte del Paese  e del mondo  servizi in grado di aiutare lo sviluppo dei bambini di pochi mesi con autismo non sono disponibili“.

Diagnosi Precoce

La diagnosi precoce è fondamentale, anche se difficile da stabilire con inequivocabilità. Alcuni studi condotti da Venuti ed Esposito suggeriscono di andare ad indagare le qualità acustiche del pianto, altri come quello del Dott Kang. di ricercarne l’origine nei metaboliti presenti nell’intestino, la Dott.ssa Rogers ci fornisce una serie di indicatori d’allarme da tenere sott’occhio già dai 6 mesi:

  • Diminuzione del contatto visivo
  • Schemi ripetitivi di comportameto
  • Mancanza di comunicazione intenzionale

I risultati riportano che 6 bimbi su 7 dopo l’Early Start presentano performance migliorate a tal punto da non poter più diagnosticare l’autismo. Questo studio sperimentale propone insomma un insieme di strategie atte a ridurre, per quanto possibile, le conseguenze di questo disturbo.

Il parere di Giacomo Vivanti

Stretto collaboratore della Dott.ssa Rogers, intervistato in passato da Portale-autismo , il Dott. Vivanti è ricercatore presso la Faculty of Science, Technology and Engineering , School of Psychological Science Department of Psychology Olga Tennison Autism Research Centre.

Giacomo Vivanti
Giacomo Vivanti

Conosco lo studio. I bambini (7 in tutto) avevano tra i 7 e I 15 mesi e presentavano sintomi autistici (ma non una diagnosi di autismo accertata data l’età). Hanno ricevuto l’Early Start Denver Model, messo in atto dai genitori supportati da parent training (da notare che avevano imparato a mettere in atto l’Early Start Denver Model allo stesso livello di competenza richiesto a un terapista). Alla fine del trattamento I bambini avevano meno sintomi autistici rispetto ad un gruppo di controllo (bambini della stessa eta’ con gli stessi sintomi autistici che non hanno fatto un trattamento), ma piu’ sintomi autistici di bambini non autistici. Sei dei sette bambini avevano linguaggio e livello cognitivo nella media al termine del trattamento. E’ uno studio pilota, quindi da replicare con campione adeguato e randomizzazione, ma promettente. Pero’ va detto che solo una minoranza di bambini con autismo presenta chiari sintomi durante il primo anno di vita.

Via: il Corriere della Sera