Utilizzare il contesto di gioco per osservare l’andamento dello sviluppo psicomotorio dei bambini introducendo un modello oggettivo che fin dai primi mesi di vita consenta di individuare campanelli d’allarme per l’autismo.

Questi gli obiettivi del progetto di prevenzione primaria “La salute psicomotoria” rivolto a bambini degli asili nidi e delle scuole materne, prenderà il via a livello nazionale nei prossimi tempi grazie all’accordo sottoscritto da Villa Santa Maria, Centro di Tavernerio (Como) specializzato nella riabilitazione di bambini e ragazzi con autismo e patologie neuropsichiatriche, e dall’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).

Il progetto sarà operativo fin dal mese di settembre negli istituti delle Comunità Ebraiche di Firenze, Torino e Trieste e poi si allargherà a quelli di Roma nel mese di gennaio, è fortemente voluto e finanziato da UCEI tramite i fondi dell’8 per mille ed il è frutto della pluriennale collaborazione con l’Ospedale Hadassah di Gerusalemme, l’Università Ebraica di Gerusalemme e il Centro di diagnosi e riabilitazione pediatrica dell’Ospedale di Beer Sheva (Israele), diretto dal 1990 al 2012 dalla dottoressa Marina Norsi.

Grazie al lavoro svolto con queste realtà, ognuna all’avanguardia nei rispettivi ambiti, si è riuscito a mettere a punto un modello già adottato tra il 2012 e il 2013 nella Scuola della Comunità Ebraica di via Sally Mayer a Milano e che è stato illustrato nel manuale dal titolo “La salute psicomotoria”, edito da Aracne editrice. Ora, anche grazie alla collaborazione di AME (Associazione Medica Ebraica – Italia) e Sochnut Italia – Agenzia Ebraica per Israele.

Per la valutazione dei bambini saranno utilizzati strumenti di misurazione dello sviluppo psicomotorio elaborati ad hoc dalle terapiste e psicologhe della clinica comasca.

Il percorso sarà diviso in tre fasi:

  1. Formazione degli educatori scolastici,
  2. Osservazione dei bambini
  3. Laboratori ludico-motori

Sarà così possibile osservare e valutare in termini oggettivi i bambini fin dai primi mesi di vita, e individuare eventuali campanelli di allarme rispetto a ritardi dello sviluppo.

In un’epoca nella quale i disturbi dello sviluppo sono in forte e costante aumento, tanto che quasi il 10% dei bambini è interessato da problemi che possono andare dal semplice ritardo di lettura alle sindromi dello spettro autistico, sono sempre più numerosi i genitori che si interrogano sul fatto che il loro bambino stia avendo o meno uno sviluppo normale”, spiega il professor Enzo Grossi, Direttore scientifico di Villa Santa Maria. “Questo programma introduce in ambiente scolastico uno screening sistematico, che consente di cogliere nella condotta globale, nella gestualità, nei caratteri della motricità, nella comunicazione nel gioco, e nell’efficacia delle risposte a determinati stimoli piccoli segnali di allarme che possono preludere a patologie dello sviluppo infantile”.

I risultati dello screening verranno invece raccolti ed elaborati per poi essere illustrati nel corso di un convegno nazionale ad hoc, che sarà promosso dall’UCEI e che si svolgerà nell’autunno 2016.

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