Ieri, mercoledì 8 agosto 2012, la Giunta provinciale, su proposta dell’assessore alla salute e politiche sociali, Ugo Rossi, in seguito al percorso diagnostico e terapeutico per i soggetti autistici definito dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari, ha approvato l’aggiornamento del nomenclatore individuando tre specifici “pacchetti” di prestazioni specialistiche.

Il percorso prevede: screening precoce, attività diagnostiche e riabilitative, implementazione del centro provinciale di secondo livello sull’autismo.

Presa in carico dei bisogni del bambino, appropriatezza e omogeneità del percorso su tutto il territorio provinciale sono gli obiettivi del presente atto.

I disturbi dello spettro autistico sono una patologia grave caratterizzata da una difficoltà del singolo a stabilire relazioni, causata da problemi di neurosviluppo. Si tratta di una condizione patologica cronica e inabilitante che si riflette sulla tenuta del tessuto familiare. In questo senso fondamentale risulta la formulazione della diagnosi, da cui partire per creare un modello di intervento integrato di cura che prevede la collaborazione costruttiva e indispensabile fra le diverse forze che interagiscono attorno al singolo soggetto: il sistema socio-sanitario, il sistema scolastico e la famiglia.

Tre i punti qualificanti di questo percorso diagnostico riabilitativo:

  1. screening precoce
  2. attività diagnostiche e riabilitative in carico alle unità operative di neuropsichiatria infantile territoriale e ospedaliera
  3. implementazione del centro provinciale di secondo livello sull’autismo.

“Vogliamo offrire alle famiglie la garanzia dei servizi a cui possono accedere, assicurandoli in tutto il territorio provinciale – ha commentato l’assessore Ugo Rossi -. Mi preme ringraziare l’Azienda provinciale per i Servizi sanitari che, in collaborazione con gli uffici dell’Assessorato, ha definito un quadro di risposte articolato e ampio, non solo del servizio sanitario provinciale ma anche del privato sociale accreditato. Tra questi vi è sicuramente l’Associazione Genitori Soggetti autistici del Trentino – Agsat, che ha svolto in questi anni una preziosa azione di stimolo e di collaborazione nella definizione delle risposte a tali bisogni. Attraverso questo percorso viene chiesto all’Azienda sanitaria uno sforzo in più – ha proseguito ancora l’assessore di riferimento – di supporto e presa in carico, non solo clinico-diagnostica , una sorta di assunzione di responsabilità a cui far fronte con le proprie risorse finanziarie e umane. L’obiettivo è quello di costruire un percorso comune fra operatori socio-sanitari, famiglia e scuola, al fine di ridurre il più possibile gli esiti disabilitanti dell’affezione”.

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