Gli studi più recenti pongono le anomalie della sostanza bianca come fattore chiave nella fisiopatologia dell’autismo. Uno studio del 2011, attraverso la tecnica del DTI (Diffusion Tensor Imaging), ha indagato le proprietà strutturali della sostanza bianca in un campione di ventidue soggetti con autismo a basso funzionamento, sottoposti a interventi di comunicazione aumentativa alternativa a lungo termine, associati a sessioni di terapia cognitiva e del comportamento.

Ciò che è emerso è che le proprietà strutturali del fascicolo uncinato (Uncinate Fasciculus), sono correlate significativamente alla lunghezza e all’inizio tempestivo della terapia, così come il risultato clinico, indipendentemente dai valori di QI, età o severità dei sintomi, è correlato all’inizio della terapia.

Inoltre, l’aderenza alla terapia è collegata al risultato clinico migliore e all’integrità strutturale del fascicolo uncinato. I risultati mostrano la capacità di una riabilitazione a lungo termine di soggetti con autismo a basso funzionamento, di produrre modificazioni strutturali della sostanza bianca, che potrebbero di conseguenza giocare un ruolo nei risultati riabilitativi.

 

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