GIOVEDI 31 OTTOBRE ORE 18.00

ABSTRACT

Spesso definito come un disturbo dello sviluppo neurologico, l’autismo è caratterizzato dalla compromissione dell’interazione sociale e della comunicazione – per esempio con un ritardo nello sviluppo del linguaggio, l’evitamento di un contatto visivo prolungato e, talvolta, la difficoltà a fare amicizia – oltre che da un comportamento limitato e ripetitivo, per esempio la ripetizione di espressioni vocali o di gesti. Nel DSM-IV, disturbo autistico, Asperger, disturbo disintegrativo dell’infanzia, insieme al disturbo generalizzato (pervasivo) dello sviluppo non altrimenti specificato (PDD-NOS), sono oggetto di diagnosi distinte, pur essendo elencati nello stesso capitolo. Il DSM-V riunisce tutte queste forme sotto un unico nuovo nome, quello di disturbo dello spettro autistico (ASD). L’APA sostiene che i sintomi di questi disturbi sono così simili da appartenere a uno stesso continuum, invece di costituire entità separate. Alcuni membri della comunità degli Asperger, preoccupati di perdere una parte importante della loro identità, sostengono che l’Asperger è abbastanza diverso dal disturbo autistico da meritare una propria categoria, mentre altre persone con Asperger approvano la modifica e alcuni genitori fanno notare che può essere di aiuto ai bambini esclusi dai programmi di sostegno e dall’assistenza delle assicurazioni perché l’Asperger è stato considerato una forma troppo mite per giustificare quel sostegno.

RELATORI: Michela Zaninelli (CV) e Arianna Bentenuto (CV) (www.odflab.unitn.it)

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